Street food, che passione: ecco come aprire un food truck!

Il food truck sta letteralmente invadendo la nostra quotidianità: consumare un pasto acquistato da un simpatico chiosco-furgone o da un Ape “rivisitato” è diventata un’alternativa dinamica e informale alle solite pause pranzo al bar o in mensa. Ma non solo: in Italia sono sempre più frequenti i festival interamente dedicati allo street food, il cibo di strada da consumare in piedi o camminando. Prodotti che conquistano tutti, per la loro praticità e il poco dispendio di tempo ed energie (anche economiche!) richiesto per mangiarli. Ma come aprire un food truck?

Il concetto del camioncino itinerante che prepara e distribuisce cibo arriva dalla California, e si è presto diffuso in tutto il mondo. In alcune zone è diventato parte integrante della cultura locale, proponendo cibi tipici, espressone diretta del folklore: basti pensare alle tradizioni orientali o, senza spostarci troppo, alle nostre radici gastronomiche regionali, che hanno trovato nel food truck come aprire un food truckun mezzo di diffusione più vicino alla strada e alla gente. E fa effetto pensare che, recentemente, anche molti grandi chef abbiano deciso di scendere dall’alta cucina per portare le loro specialità direttamente in mezzo alle persone, mettendosi a trafficare all’interno di un piccolo ristorante mobile.

C’è però da precisare che aprire un food truck non è un’impresa così immediata.

Va innanzitutto detto che queste strutture devono rispettare il codice del commercio al dettaglio su un’area pubblica, cioè possono esercitare su qualunque area di pubblico passaggio o destinata a uso pubblico, e limitatamente e persone fisiche o società di persone. Inoltre, è necessaria l’iscrizione al REC (Registro Esercenti il Commercio) ai fini della qualificazione professionale per l’esercizio delle attività di vendita nel settore alimentare e nella somministrazione di bevande.

E, trattandosi di un’attività che prevede la preparazione e somministrazione di cibo, prima di avviare un food truck è bene frequentare un corso professionale riconosciuto dalla propria Regione,come aprire un food truck essere in possesso di un diploma alberghiero o di istituto affine o aver esercitato la professione per almeno due anni negli ultimi cinque anni.

Si può scegliere se aprire un food truck ambulante stanziale o ambulante mobile. Nel prima caso, servirà l’autorizzazione rilasciata dal Comune in cui si andrà a svolgere l’attività, più il contratto di concessione del posteggio; nel secondo caso, sarà necessaria l’autorizzazione rilasciata dal Comune di residenza, che determina la possibilità di spostarsi su tutto il territorio nazionale. In seguito, il veicolo dovrà essere immatricolato come veicolo speciale a uso negozio.

Una volta ottenuta l’autorizzazione amministrativa, occorre richiedere l’apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, aprire una posizione come aprire un food truckpresso INPS e INAIL e procedere all’iscrizione alla Camera di Commercio.

Tutta questa sfilza di procedure burocratiche non deve però scoraggiare gli animi volenterosi che intendano cavalcare l’onda e cimentarsi in un settore così in voga: perché dunque non iniziare con il primo passo, frequentando un corso professionale per food trucker?

 

A Milano un corso professionale per food trucker

A Milano la Società Cooperativa Galdus organizza un corso professionale per food trucker di 300 ore, estremamente variegato dal punto di vista dei temi trattati: dalla sicurezza e qualità nutrizionale delle preparazioni alimentari, alle problematiche correlate alla manutenzione ordinaria del mezzo e delle attrezzature per la conservazione e la cottura, alle attività di gestione e conduzione di un esercizio commerciale. Nel corso delle lezioni gli allievi verranno fatti entrare appieno nelle questioni relative alla vendita di cibo di strada: la normativa igienico-sanitaria HACCP, la sicurezza e la qualità delle preparazioni alimentari, la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, la prevenzione e protezione da rapine e aggressioni, la gestione degli esercizi di ristorazione, oltre alle varie modalità di rifornimento e approvvigionamento dei prodotti, smaltimento rifiuti, preparazione dei cibi, servizio di bar e caffetteria, tecniche comunicazione e vendita, e, infine, manutenzione ordinaria delle attrezzature.

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