Storia del Panettone: il dolce di Natale nato a Milano

Uno dei simboli per eccellenza della convivialità natalizia, il dolce attorno a cui si riuniscono le famiglie per condividere dopo la cena della vigilia e il pranzo del 25 dicembre ancora un momento di allegria e bontà: la storia del panettone affonda le radici in secoli lontani, e, come gran parte dei cibi più amati, nasce da umili origini, da un tocco di fantasia e dall’amore della gente povera per sapori ricchi mai provati prima.

Da una ricetta povera, una tradizione arricchita nel corso dei secoli

Oggi lo vediamo nella sua tipica forma cilindrica, terminante sulla sommità in una forma a cupola: un impasto lievitato a base di acqua, farina, burro e uova, con l’aggiunta di frutta candita, scorzette di arancia e cedro e uvetta, o, nelle sue varianti più golose, anche farcito di cioccolato o crema. Lo possiamo trovare alto, derivante da un’intuizione di Angelo Motta negli anni ’20, quando, per dare all’impasto uno slancio verticale, pose alla base una fascia con carta di paglia, oppure basso, come continuano tradizionalmente a prepararlo le pasticcerie milanesi, con o senza “pirottino” a fasciarne la circonferenza.

storia del panettoneE se fino all’inizio del secolo scorso, a Milano, erano moltissimi i fornai e pasticceri dediti alla realizzazione di panettoni artigianali, negli anni Cinquanta, durante il fervente periodo del boom economico, la svolta è arrivata con la produzione industriale di massa, diffusasi in tutta Italia: tuttavia, la terra natale del dolce natalizio resta una sola, e ancora adesso i milanesi più tradizionalisti seguono l’usanza di conservare, dopo il giorno di Natale, una fetta di panettone da mangiare poi rafferma il 3 febbraio, festa di Sant’Ambrogio, come gesto propiziatorio contro mal di gola e raffreddore.

Ma com’è nata l’idea di realizzare un pane così ricco e gustoso?

Il dolce che unisce ricchi e poveri: la storia del panettone inizia nel Medioevo

La più “boccaccesca” versione della storia narra dello sguattero degli Sforza, Toni, che, nella seconda metà del Quattrocento, venne incaricato da Ludovico il Moro di preparare il pranzo di Natale: lo smemorato cuoco dimenticò però di estrarre dal forno il dolce, che venne completamente carbonizzato. Dovendo quindi arrabattarsi in qualche modo per risolvere il pasticcio, recuperò dalla dispensa gli ultimi ingredienti rimasti (farina, uova, burro, scorza di cedro e uvetta) e li mescolò in un unico impasto: il risultato fu un grandissimo successo, e quando i commensali chiesero a Ludovico il nome di quel dolce così saporito, egli rispose che si trattava del “pan del Toni“. Ecco, dunque, l’origine del nostro panettone.

storia del panettoneUn’altra simpatica novella pone in scena un certo Ughetto, figlio del condottiero Degli Atellani, che per far colpo sulla bella e giovane Adalgisa commissionò al padre di lei, il pasticcere Toni, uno speciale pane arricchito, fatto di burro, uova, zucchero, cedro e aranci canditi. Una tale prelibatezza fece colpo sulla ragazza, e i due convolarono felicemente a nozze: da quel giorno furono in molti a regalare il “pan del Toni” alle proprie innamorate.

Sappiamo in realtà da documenti antichi che già nel Medioevo il giorno di Natale veniva celebrato consumando un pane più ricco di quello quotidianamente mangiato. Fino al 1395, infatti, gli statuti delle corporazioni stabilivano il divieto, per i fornai, di produrre lo stesso pane dei nobili (il pane bianco, detto “micca”), con un’unica eccezione consentita: il giorno di Natale i forni ricevevano il permesso di cuocere il pane di frumento con cui omaggiare i loro clienti abituali, considerato un pane di lusso, prezioso e raro.storia del panettone

Un altro manoscritto tardo quattrocentesco riferisce dell’abitudine di celebrare in casa ducale il “rito del ciocco”: la sera del 24 dicembre veniva posto nel camino un grosso ciocco di legno, e in tavola si portavano tre pani di frumento; quindi, il capofamiglia serviva una fetta a tutti i commensali, serbandone una per l’anno successivo, in segno di continuità.

La storia del panettone, dunque, tra mito e fatti più accreditati, ci ha tramandato vicende che narrano di abbattimento di confini sociali, innamoramenti, esaltazione di gusti semplici e genuini: ancora adesso sono queste le qualità che rendono il dolce di Natale così speciale, tanto da farcelo desiderare già in questo periodo, quando le prime luci illuminano le vie e gli scaffali dei negozi iniziano a riempirsi di decorazioni e addobbi.

Iscriviti alla nostra newsletter!