Identità Golose: in viaggio con i migliori chef

Si è conclusa l’edizione 2017 di Identità Golose, a Milano dal 4 al 6 marzo. Ancora una volta, prestigiosi nomi dell’alta cucina italiana e internazionale hanno arricchito la fiera con le loro preziose testimonianze gourmet. Il filo conduttore del congresso quest’anno è stato La forza della libertà, intesa come viaggio, fisico e mentale.

Superstar dietro ai fornelli: i protagonisti di Identità Golose 2017

La prima giornata di congresso è stata dominata dalla presenza dei grandi chef lombardi. Tra questi, Davide Oldani ha presentato una rivisitazione della cassoeula, più leggera rispetto alla ricetta tradizionale.

Molto apprezzato l’Experience Box, con lo stand S. Pellegrino. Era presente il vincitore dell’edizione italiana del contest San Pellegrino Young Chef, Alessandro Rapisarda.

Uno dei momenti più intensi di Identità Golose 2017 è stato sicuramente l’omaggio a Umberto Barbana. Con il suo ristorante 8 e mezzo a Honk Kong è stato il primo chef italiano a conquistare tre stelle Michelin all’estero. Si è anche recentemente aggiudicato il premio alla carriera per l’Asia’s 50 Best Restaurants 2017. In auditorium il grande chef è stato celebrato dai coniugi Ezio e Renata Santin, Enrico Crippa e Francesco Cerea.

Lo chef Philippe Léveillé come primo piatto di Identità Formaggio ha fatto incontrare Francia e Italia con l’insoliti abbinamento di formaggio e frutti di mare.

Per Identità Naturali, invece, Valeria Margherita Mosca ha presentato il progetto Thinking like a forest, che mira alla salvaguardia della biodiversità. Un importante valore da preservare per lo sviluppo sociale e culturale. Scopo del programma è di puntare sulle aziende agricole sperimentali per ridare vita a zone in stato di semiabbandono.

Carlo Cracco a Identità Golose 2017

Identità Pasta ha visto la partecipazione di Luca Scacchi e Carlo Cracco, che ha colto l’occasione per annunciare l’abbandono di MasterChef Italia in vista dell’apertura di due suoi nuovi ristoranti a Milano.

La Nuova Cucina Italiana è stata aperta da Luca Abbruzzino, che ha parlato delle sue radici calabresi e dei primi passi che la regione sta muovendo sul terreno dell’alta cucina.

Pienone in auditorium per Massimo Bottura, che nel suo intervento ha poeticamente accomunato la cucina all’arte. “I ristoranti devono essere botteghe rinascimentali, dove imparare la tecnica ma anche lo stile di uno chef. E gli chef devono diventare ambasciatori dell’agricoltura, fare formazione, sviluppare il turismo e ampliare visione sociale. L’ingrediente fondamentale del cuoco del futuro è la cultura”. Lo chef dell’Osteria Francescana ha mostrato al suo pubblico l’origine e l’evoluzione di alcuni fra i suoi piatti più celebri. Un affascinante percorso di trasformazione dal figurativo all’astratto, che rende tutti noi testimoni di un “Rinascimento” della cucina italiana.

Massimo Bottura - Identità Golose 2017

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