Il fascino del Sol Levante: i corsi di cucina giapponese

La cucina giapponese da molti anni ha preso piede nel nostro Paese affermandosi sempre di più come un vero e proprio fenomeno culinario in grado di ammaliare i palati di molti amanti dei sapori nuovi provenienti da lontano. Se è vero che l’alimento giapponese ad oggi più conosciuto e consumato in Italia è sicuramente il sushi, non bisogna dimenticare che le tradizioni gastronomiche del Sol Levante sono ben più ricche e variegate, tanto che l’apprendimento delle tecniche per la preparazione di certi piatti richiede abilità di alto livello. Non è da sottovalutare, inoltre, che la cucina del Giappone è nota per essere una delle più bilanciate e salutari al mondo, grazie all’ampio uso di pesce fresco, verdure, radici e tè verde, alimenti che ricoprono un importante ruolo nella prevenzione di varie forme di cancro. E proprio per riconoscere a pieni titoli queste proprietà, dal dicembre 2013 la cucina giapponese è stata inserita fra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO. Frequentare quindi dei corsi di cucina giapponese a Milano può arricchire non solo il personale ricettario che ciascuno immagazzina nel tempo, ma anche, e soprattutto, il bacino delle conoscenze di culture altre rispetto alla nostra.

La lunga tradizione della cucina giapponese

La conformazione geofisica dell’arcipelago giapponese ha da sempre influenzato lo sviluppo delle tradizione culinarie nel territorio: andando da nord a sud, infatti, è possibile trovare un gran numero di varietà e stili di cucina radicatisi nel corso dei secoli, subendo, tuttavia, in alcuni casi, anche influenze provenienti da paesi stranieri.

corsi di cucina giapponese a milanoI piatti che si acquisiscono man mano nei corsi di cucina giapponese vengono generalmente classificati in base al modo in cui gli ingredienti sono cucinati, imposto dal tipo di tradizione che ciascun cuoco intende seguire. Il risultato è un vero tripudio di colori e sapori, tra cui spicca, immancabile il glutammato, detto umami, identificato nel 1908 come uno dei cinque gusti fondamentali dal chimico Kikunae Ikeda; lo si trova in stufati, zuppe e piatti cucinati in pentola, spesso accompagnati da un brodo su salsa di soia, e viene utilizzato anche per la cottura di altri piatti principali quali pesce, crostacei, funghi e cavolo cinese.

Nella cucina giapponese il taglio e lo sminuzzamento del cibo rivestono un ruolo fondamentale: si tratta di una vera e propria arte, che solo i veri maestri riescono a padroneggiare con naturalezza, cui si accompagna una altrettanto elitaria tradizione di coltelleria giapponese.

Esistono numerose tecniche di taglio:

  • arare-giri (a dadini);
  • hangetsu-giri (in mezzelune);
  • sainome-giri (altro tipo di sminuzzamento a dadi);
  • sasagaki (in trucioli);
  • sen-giri (a strisce);
  • tanzaku-giri (in bastoncini);
  • wa-giri (in rondelle);
  • hyōshigi (riservata ai legumi, a cui viene data una forma rettangolare o squadrata).

Un’altra tradizione correlata è chiamata mukimono, l’arte di intaglio della frutta, che consiste nel ricavare da frutta o verdura figure tradizionali della cultura giapponese, come i ventagli o i fiori.

Inoltre, vengono ampiamente impiegate anche diversi tipi di decorazionecorsi di cucina giapponese a milano per rendere gli ingredienti simili a elementi naturali o personaggi, soprattutto nel caso della preparazione del bento per i bambini che vanno a scuola (si tratta del tipico pasto da asporto consumato nell’ora del pranzo, composto da riso bianco, pesce o carne e verdure in salamoia o cotte, tutti alimenti disposti in un contenitore secondo un particolare gusto estetico).

Un’esperienza sensoriale di estremo godimento è senza dubbio data dal consumo di una cena giapponese completa di tutte le pietanze che compongono la cosiddetta filosofia dell’ichijū sansai (“una zuppa e tre piatti”), in cui la portata principale è composta da riso o da una zuppa, accompagnata da tre piatti di contorno, chiamati okazu. Uno degli aspetti che immediatamente si apprende nei corsi di cucina giapponese è che i cuochi nipponici prestano particolare attenzione alla varietà di gusti, colori e forme nella preparazione, scegliendo i contorni più adatti tra differenti categorie: nimono (bollito), sumono o namasu (con aceto), yakimono (alla griglia), namamono (crudo, solitamente strisce di sashimi o verdura) mushimono (al vapore), agemono (fritto, di solito il tempura), tsukemono (in salamoia: si tratta di un piatto a base di sottaceti, di solito conditi con verdure e sale).

Con uno dei corsi di cucina giapponese qui presentati è possibile avvicinarsi a questo affascinante universo, seguendo le più nobili orme dei maestri.

I corsi di cucina giapponese a Milano

La Scuola Sushi Life Tozai offre un comodissimo corso di sushi a domicilio, che va pienamente incontro alle esigenze del cliente, organizzando le lezioni in base alle disponibilità e agli impegni di ciascuno; la durata complessiva del corso è di 6 ore, e comprende la preparazione di sushi, maki, nighiri, le varie tecniche di cottura del riso, la pulizia e il taglio del pesce, le ricette per tempura e yakitori (o teriyaki). Teatro7 Lab, con sede in via Thaon di Revel 7, propone un corso di sushi in cui vengono illustrati i procedimenti per realizzare tutti i principali tipi di sushi: maki, uramaki, nigiri e sashimi.

Corsi Corsari organizza un corso di cucina giapponese in Via Gustavo Fara 20, tenuto dalla Maestra Kyoko Higuma, una delle massime esperte di cucina giapponese in Italia; i cinque incontri in cui il corso è scandito forniranno dimostrazioni ed esercitazioni sui principali piatti della tradizione: sushi, sashimi, miso, noodles, okonomiyaki e teriyaki, tempura, shijinryori.

Infine, segnaliamo il programma didattico proposto da Istituti Professionali: un corso di cucina giapponese intensivo, distribuito in sei giornate e riservato agli aspiranti cuochi professionisti che vogliano specializzarsi in questo tipo di cucina.

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